Un viaggio pensato per chi questa volta vuole chiudere l'anno in un altro modo: lontano dai soliti festeggiamenti, per lasciarsi accogliere dalla teranga, l'ospitalità che è la vera identità del Senegal, tra memoria coloniale, tradizioni ancestrali e la vita che scorre lungo l'oceano.
Un'esperienza ideale sia per chi cerca la storia, attraversando i vicoli color ocra dell'isola di Gorée, sia per chi vuole vivere il Senegal più selvaggio: le acque rosa del Lac Rose, le dune del deserto di Lompoul, i fenicotteri e i pellicani del santuario di Djoudj.
Il Senegal custodisce l'anima di un'Africa speciale, quella dei villaggi Sereer, dei mercati vivaci di spezie e pesce, della musica che accompagna ogni incontro lungo la strada. Dormiremo in campo tendato nel cuore del deserto, cammineremo tra baobab secolari, ci lasceremo portare dalle piroghe sull'acqua, fino a salutare l'anno che finisce sulle rive del fiume a Saint-Louis e ad accogliere quello nuovo con il ritmo lento del Senegal, tra comunità locali e una natura ancora intatta nei suoi ritmi
Atterreremo nel tardo pomeriggio all'aeroporto di Dakar, dove ad accoglierci troveremo la nostra guida: comincia da qui, tra il caldo umido della costa e le prime parole in wolof, il nostro Senegal. Da qui ci trasferiremo a Toubab Dialaw, villaggio di pescatori e artisti scavato nella falesia sull'Atlantico, a poca distanza dall'aeroporto. È un luogo che negli anni ha attratto pittori, musicisti e scultori, e si vede: case dipinte a mano, gallerie improvvisate, muri che raccontano storie. Arriveremo giusto in tempo per un primo tramonto sull'oceano, con il rumore delle onde che si infrange sotto la falesia a fare da colonna sonora alla prima cena. La prima notte qui è il modo migliore per lasciarci il volo alle spalle e iniziare, piano, a entrare nel ritmo del Senegal.
Al mattino saliremo su un battello che in circa 25 minuti ci porterà all'isola di Gorée, patrimonio UNESCO e uno dei luoghi più carichi di storia di tutta l'Africa occidentale. Con una guida visiteremo la Maison des Esclaves, la casa-museo che per secoli fu punto di smistamento della tratta atlantica: un passaggio necessario, che dà un peso diverso a tutto il resto della giornata. Usciti da lì, ci lasceremo guidare dai vicoli color ocra dell'isola: tra bouganville in fiore, facciate coloniali e gli atelier degli artisti che qui lavorano ancora la sabbia colorata per creare i loro celebri quadri. Pranzo a Gorée, con vista sull'oceano, prima di riprendere il battello di rientro verso Dakar. Nel pomeriggio esploreremo la capitale con un city tour: Place de l'Indépendance, la storica stazione coloniale, il Monumento della Rinascita Africana, il più alto del continente e la Grande Moschea. Chiuderemo la giornata tra le bancarelle del mercato Kermel, tra spezie, tessuti wax e la vita di strada di Dakar, prima di cena e pernottamento in città.
Una breve traversata in piroga, appena 10 minuti, ci porterà all'isola di Ngor: un fazzoletto di terra a due passi da Dakar, ma già con un ritmo tutto suo, fatto di casette basse, bar sulla spiaggia e surfisti che aspettano l'onda giusta. Pranzo sull'isola, poi tempo libero per esplorarla a piedi, si gira in pochissimo, ma vale la pena perdersi tra i suoi vicoli sabbiosi e vivere la sua anima da beach life: chi vuole può provare il surf, che qui ha un piccolo spot molto amato dai locali, oppure un giro in jet-sky o in barca lungo la costa, per vedere la falesia di Dakar da un altro punto di vista. Cena e pernottamento sull'isola, con la luce della sera che si allunga sull'oceano e l'unico rumore rimasto quello delle onde.
Lasceremo Ngor in direzione del Lac Rose, il celebre Lago Rosa, che per anni è stato il traguardo simbolico della storica Parigi-Dakar. Ci arriveremo attraversando in quad le dune della pista che un tempo vedeva sfrecciare i piloti del rally, un tratto di guida avventurosa tra sabbia, vento e panorami aperti sull'entroterra. Lungo le rive del lago capita ancora di incrociare i raccoglitori di sale, che da generazioni lavorano queste acque cariche di minerali: sono proprio la loro concentrazione e un'alga unica a dare al Lac Rose la sua colorazione rosata, più o meno intensa a seconda della luce e della stagione. Pranzeremo su una spiaggia selvaggia affacciata sul lago, poi il pomeriggio è pensato per il puro relax: tempo libero in riva all'acqua e un aperitivo al tramonto a bordo piscina, mentre la superficie del lago si accende lentamente nei toni del rosa con l'avanzare della sera. Cena e pernottamento direttamente sulle rive del Lac Rose.
Ci sposteremo verso Saint-Louis, antica capitale dell'Africa Occidentale Francese e primo insediamento coloniale della regione, oggi patrimonio UNESCO per il suo centro storico sospeso tra il fiume Senegal e l'oceano. La città si sviluppa su una stretta isola fluviale collegata alla terraferma dal Pont Faidherbe, un ponte in ferro di fine Ottocento che da solo racconta un secolo di storia. Dopo pranzo la esploreremo a piedi, oppure a bordo delle tipiche calesse trainate da cavalli, tra facciate coloniali sbiadite dal tempo, balconi in ferro battuto e un'atmosfera che sembra essersi fermata a inizio Novecento, con la vita di quartiere che scorre tra bucato steso, botteghe e musica che esce dalle finestre. Faremo una sosta al museo della fotografia, che racconta per immagini la storia della città e del paese, e all'iconico Hôtel de la Poste, storica tappa di rifornimento dei piloti dell'Aéropostale, tra cui Antoine de Saint-Exupéry, che proprio qui trovò ispirazione per alcune delle sue pagine più celebri. Nel tardo pomeriggio ci sposteremo verso la Langue de Barbarie, la lunga lingua di sabbia che separa il fiume dall'oceano, per una cena con il tramonto che colora l'acqua e i pescatori che rientrano con le loro piroghe cariche della pesca del giorno. Pernottamento a Saint-Louis.
Partiremo in piroga alla scoperta del Parco Nazionale degli Uccelli del Djoudj, terzo santuario ornitologico più importante al mondo, dove il delta del fiume Senegal si apre in un mosaico di canali, isolotti e acque basse. Scivolando silenziosi tra i canneti avremo la possibilità di avvicinare pellicani bianchi, fenicotteri rosa, aironi e cormorani, spesso a pochi metri di distanza, in uno dei rifugi naturali più densamente popolati del pianeta durante la stagione delle migrazioni. Pranzo libero lungo il tragitto insieme al nostro autista, e nel pomeriggio un incontro con la comunità dei pescatori che vive lungo il delta, tra piroghe tirate a riva e reti stese ad asciugare. Ed è proprio a Saint-Louis che festeggeremo il Capodanno: una serata che stiamo già organizzando per voi, con qualche sorpresa... fidatevi, e lasciatevi guidare. Pernottamento a Saint-Louis.
Primo giorno del nuovo anno, e lo apriamo nel modo più suggestivo possibile: direzione deserto di Lompoul, un lembo di Sahara in miniatura incastonato nel cuore del Senegal, tra dune dorate che si estendono a perdita d'occhio a pochi chilometri dall'oceano. È un paesaggio che sorprende chi non lo conosce: dune alte anche trenta metri, modellate dal vento, che qui convivono con la savana e la costa atlantica a poche ore di distanza. Pranzo libero lungo il percorso, poi pomeriggio libero per godersi le dune con calma: chi vuole può semplicemente rilassarsi all'ombra di un campo base, chi preferisce può provare una sessione di surf sulla sabbia. Al tramonto una cammellata di circa 30 minuti ci porterà tra le dune, con la luce che si fa dorata e poi rosa mentre il sole scende dietro la sabbia: il primo tramonto dell'anno, vissuto così, resta difficile da dimenticare. In serata cena con i beduini che gestiscono il campo, tra tè alla menta versato dall'alto e i racconti di chi il deserto lo vive tutto l'anno, e pernottamento in tenda tradizionale, sotto un cielo che qui, lontano da ogni luce artificiale, si vede come raramente altrove.
Lasceremo il deserto in direzione di Popenguine, grazioso villaggio di pescatori sulla Petite Côte, riconoscibile da lontano per la sua chiesa di pellegrinaggio incastonata nella scogliera a picco sull'oceano dedicata a Nostra Signora della Delivranza, è meta ogni anno di uno dei pellegrinaggi mariani più partecipati del Senegal, in un paese a maggioranza musulmana che vive questa convivenza religiosa con grande naturalezza. Pranzo libero lungo il tragitto, poi un trekking guidato nella Riserva Naturale delle colline sul mare, un'area protetta che alterna vegetazione rigogliosa a scorci improvvisi sull'Atlantico, con sentieri facili e alla portata di tutti, tra baobab isolati e viste che si aprono all'improvviso sulla costa. Proseguiremo poi verso Toubab Dialaw, per ritrovare il villaggio da cui siamo partiti dodici giorni prima stavolta con occhi diversi, dopo aver attraversato quasi tutto il Senegal centro-nord. Ci concederemo una passeggiata tra le sue case colorate e gli atelier d'artista, quasi a chiudere un cerchio prima delle ultime tappe del viaggio. Cena sul mare, con l'oceano che fa da sfondo, e pernottamento a Toubab Dialaw.
Giornata dal respiro diverso, dedicata all'incontro con chi il Senegal lo vive lontano dagli itinerari turistici. Faremo tappa presso un'associazione locale che lavora con i bambini di strada di Dakar per conoscere da vicino chi ci lavora ogni giorno, come viaggiatori ospiti che cercano di capire il paese anche da questo lato, non solo da quello delle spiagge e dei tramonti. Visiteremo poi la scuola del villaggio, tra classi e bambini curiosi di conoscere chi arriva da lontano. Ripartiremo poi in direzione della Laguna di Somone, con pranzo da Chez Rasta, un piccolo ristorante sulla laguna gestito da un rasta locale, punto di riferimento della zona per la sua cucina casalinga e l'atmosfera reggae, don't worry be happy! Nel pomeriggio un giro in piroga alla scoperta della laguna, tra canali di mangrovie, aironi, martin pescatori e la quiete di un ecosistema protetto a due passi dalla costa turistica, seguito da tempo libero per il relax sulle rive, mentre la luce si fa più morbida verso sera.
La mattinata è dedicata al mini safari, alla scoperta della fauna che popola le riserve del Senegal centrale: leoni, giraffe, zebre e altre specie si muovono in un ambiente protetto, ben diverso dalla grande savana dell'Africa orientale ma capace comunque di regalare incontri ravvicinati e qualche buona storia da raccontare. Pranzo direttamente all'interno del parco insieme al nostro autista. Nel pomeriggio visiteremo il villaggio di Polga, abitato dall'etnia nomade, per un contatto diretto con uno stile di vita ancora legato alla transumanza, al bestiame e a un rapporto con la terra molto diverso da quello delle città costiere che abbiamo attraversato finora. La sera sarà probabilmente una delle più intense del viaggio: saremo ospiti di un villaggio Sereer, una delle etnie più antiche del Senegal e tra le prime a insediarsi nella regione, per una cena accompagnata da danze tradizionali al ritmo dei tam-tam. Avremo anche l'occasione di assistere a un incontro di lotta tradizionale, la laamb, lo sport più seguito e amato del paese, capace di riempire gli stadi come da noi il calcio, con i lottatori che entrano in scena tra amuleti, canti e una coreografia che è già spettacolo prima ancora del combattimento. Pernottamento a Saly.
Visiteremo Joal-Fadiouth, l'isola delle conchiglie, un piccolo miracolo urbanistico costruito interamente su strati di gusci accumulati nei secoli e raggiungibile con un breve giro in canoa attraverso i canali di mangrovie che la separano dalla terraferma. Qui cristianesimo e animismo convivono nello stesso cimitero, unico nel suo genere, dove le tombe cattoliche e quelle musulmane si affiancano senza separazioni, unite anche visivamente dalle stesse conchiglie bianche che ricoprono ogni cosa a testimonianza di una convivenza religiosa che è tra i tratti più belli del Senegal. Prima di pranzo faremo una sosta al baobab sacro, albero millenario legato ai riti animisti della zona e ancora oggi luogo di offerte. Pranzo a Joal-Fadiouth, poi nel pomeriggio visiteremo il mercato delle spezie e del pesce di Mbour, uno dei più grandi centri di pesca artigianale del Senegal, tra il via vai dei pescatori che rientrano, le ceste di pesce fresco e le urla dei venditori che contrattano il prezzo. In serata saremo ospiti di una famiglia locale griot custode per tradizione orale della memoria, della musica e delle genealogie del Senegal per una cena nel quartiere popolare di Mbour, arricchita dal Simb, la spettacolare danza del falso leone: un rito antico, tra tamburi e travestimenti, che qui è ancora molto sentito e non semplicemente messo in scena per i turisti. Pernottamento a Saly.
Ultima giornata, senza fretta: relax in spiaggia e pranzo sul mare, per godersi fino all'ultimo l'oceano che ci ha accompagnato per gran parte del viaggio. Nel pomeriggio ci sarà tempo per una visita al mercato artigianale di Saly, l'occasione giusta per gli ultimi acquisti - batik, maschere, gioielli in perline e per qualche parola in più con gli artigiani prima di salutare il Senegal. Trasferimento in aeroporto e volo di rientro. Con questa giornata si chiude l'itinerario: undici notti dopo essere atterrati a Dakar, portiamo a casa un anno iniziato in un modo che non dimenticheremo tra oceano, dune, delta e la teranga che ci ha accolti lungo tutta la strada.
Il costo di un volo A/R sulla tratta Milano-Dakar in questo periodo oscilla solitamente tra i 900 € e i 1150 €. Per l'acquisto del biglietto sono disponibili due opzioni:
N.B.: Contattaci direttamente per bloccare il tuo posto o per richiedere una quotazione aggiornata del biglietto.
Questo è il volo da noi suggerito come rapporto qualità/prezzo operato da ITA Airways:
N.B. queste strutture potranno essere sostituite, per necessità organizzative, con strutture similari della stessa categoria.
PREZZO da 1.850 €
ISCRIZIONE: 150,00€ Quota di iscrizione viaggio
ACCONTO: 1.000,00€ A viaggio confermato (9 partecipanti) entro e non oltre il 18 Ottobre 2026
SALDO: 700,00€ 30 gg prima della partenza entro e non oltre il 25 Novembre 2026
TOTALE DEI PAGAMENTI: 1.850,00€ (Volo intercontinentale escluso*)
*Vengono inoltre applicate le condizioni previste da eventuali coperture assicurative acquistate nel pacchetto di viaggio dal partecipante.
L'evento verrà confermato al raggiungimento del numero minimo di 9 partecipanti e comunque non oltre la data di chiusura delle iscrizioni fissata per Lunedì 19 Ottobre.
Con ESC, vogliamo fare un passo avanti verso un turismo più sostenibile, non solo per l'ambiente, ma anche dal punto di vista umano. Lo facciamo attraverso gesti concreti, come le donazioni a scuole e orfanotrofi, promuovendo uno scambio autentico che arricchisce sia chi viaggia, sia chi accoglie.
Il nostro sogno è trasformare ogni viaggio in un equilibrio tra il "prendere" e il "lasciare", creando legami duraturi. Questo è il nostro modo di lasciare una traccia del nostro passaggio, cercando sempre di guardare il mondo con occhi nuovi.
Con questo spirito, anche quest'anno una parte delle quote sarà destinata al sostegno di progetti che incontreremo. Li condivideremo con voi tramite le nostre storie e il feed di Instagram, già prima della partenza.
Ciao! Sono Riccardo, uno dei fondatori di ESC, un progetto di viaggi condivisi nato nell'estate del 2016, camminando sotto il sole lungo le vie storiche del Centro Italia e i sentieri delle Orobie, insieme a due grandi amici e compagni...